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In questo blog mi dedico a guardare con occhio maliziosamente indipendente ciò che accade a Roma - e qualche volta anche nel resto del mondo - soprattutto attraverso ciò che della mia città raccontano i quotidiani. Generalmente prendo in considerazione i tre quotidiani più importanti per vendite e diffusione nella Capitale: Corriere della Sera, La Repubblica e il Messaggero. A volte troveranno spazio anche gli altri quotidiani, la cui lettura è comunque sempre accurata.

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giovedì 15 febbraio 2018

MARTEDÌ AL VOTO IL REGOLAMENTO PER GLI IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI


In Aula Giulio Cesare avrebbe dovuto entrare oggi. Invece del can can mediatico organizzato dai 5Stelle per presentare il nuovo Regolamento per i 165 impianti sportivi comunali rimane solo la conferenza stampa con il sindaco, Virginia Raggi, e l’assessore allo Sport, Daniele Frongia. Domani, con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, verrà ufficializzata la data di inizio della discussione sul provvedimento: a quanto è dato sapere, si inizierà con la seduta di martedì 20.
Non è l’unica frenata che la maggioranza grillina ha fatto sul nuovo Regolamento. Un testo fortemente contestato dalle Associazioni sportive dilettantesche, dagli Enti di promozione sportiva, dai titolari delle concessioni degli impianti. Troppo rigide le posizioni dei 5Stelle che, in partenza, avrebbero voluto adottare una sorta di tagliola su tutte le concessioni: niente più proroghe. Poi, piano piano, nel corso di una serie di assemblee dei concessionari e di riunioni della Commissione Sport, il presidente della Commissione, Angelo Diario, primo firmatario del testo, ha progressivamente ammorbidito questa rigidità comprendendo, con un po’ di sano pragmatismo, che la strada inizialmente intrapresa avrebbe rischiato di bloccare nel giro di pochi anni più o meno definitivamente tutta la pratica sportiva nei centri comunali, palestre dei municipi o grandi impianti. Insomma, il rischio “Stadio Flaminio” con la desertificazione di un settore invece dinamico e vitale era dietro l’angolo. 
Ecco, quindi, che nella trentina di emendamenti che lo stesso Diario ha predisposto al suo testo originario di fine novembre scorso, trovano posto quelli avanzati da Fabrizio Ghera, di Fratelli d’Italia, e quelli evidenziati da concessionari e associazioni. Viene introdotto il parametro europeo, prima escluso: potranno partecipare ai futuri bandi anche società non italiane purché riconosciute dal “Coni” del loro paese. E, per Capannelle - il più grande fra gli impianti sportivi di proprietà comunale - viene introdotta la possibilità che a gestirlo non siano solo società iscritte al Coni o al Comitato Paralimpico (altro emendamento inserito da Diario) ma anche le “discipline sportive associate” che pare essere un modo per evitare che chi si occupa di ippica (trotto e galoppo), essendo iscritto non al Coni ma al Ministero delle Politiche agricole e forestali, rimanga tagliato fuori dai bandi. 
Altra novità che dovrebbe entrare in discussione in Aule è quella dell’inserimento del project financing come metodo per uscire fuori dall’impasse legata a quelle società che hanno presentato progetti tecnicamente approvati ma non ratificati dal Consiglio comunale. 
Insomma, un grande ammorbidimento su tutta la linea che fa sperare se non in un voto positivo delle opposizioni almeno in una benevola astensione. Anche per questo, per non acuire uno scontro che non avrebbe avuto altro vantaggio che quello di guadagnare 4 giorni di tempo, la maggioranza grillina ha deciso di evitare di forzare il regolamento e il calendario dei lavori d’aula inserendo d’imperio la discussione e il voto sul regolamento nella giornata odierna: un atto che avrebbe solo ottenuto l’effetto di far alzare all’opposizione barricate che, forse, porterebbero non essere necessarie. 

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